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Via Enrico Mayer, 57, 57125 Livorno (LI)

email: compagniamayorvonfrinzius@gmail.com

tel: +39 333 419 1962 (Marianna)

IL LABORATORIO

Lunedì: 18:00 - 20:00

Venerdì: 18:00 - 20:00

Sala degli Specchi, Teatro Goldoni

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Realizzazione del sito e gestione dei contenuti: Marianna Sgherri

Foto (salvo diversamente citato): Laura Sgherri & Gian Luca Palazzolo

Lezioni aperte

Il teatro è un eccellente mezzo per comprendere e relazionarsi con il mondo della disabilità. È per questo che proponiamo lezioni aperte durante le quali potrai vivere in prima persona quella che è la nostra esperienza quotidiana.

 

Le lezioni sono pensate anche per chi volesse avvicinarsi al mondo del "teatro ed handicap" in modo diretto, entrando in contatto con le emozioni che suscita ancor prima della teoria, e per chi volesse conoscere con mano e sbirciare il lavoro della Mayor Von Frinzius da dietro le quinte.

I nostri incontri prevedono una parte teorica iniziale, seguita da una parte pratica.

Partecipanti: da un minimo di quattro a un massimo di 30.

Formazione

La nostra esperienza teatrale si basa su alcuni fondamenti teorici che Lamberto Giannini discute più approfonditamente qui.


Vogliamo comunque brevemente menzionare lo spazio transizionale, concetto elaborato da Winnicott (1896-1971) che descrive uno spazio di incontro di due soggetti che, pur mossi da esigenze differenti, si avvicinano l’un l’altro in una convergenza di intenti. Il teatro è di per sé uno spazio transizionale, in cui esigenze di persone diverse vanno a convergere per creare uno spettacolo. In questo passaggio il soggetto disabile, da persona che necessita assistenza, diventa una risorsa.


Oltre allo spazio transizionale che si crea naturalmente a teatro, c’è da considerare che ogni singolo individuo a questo mondo non si riconosce per ciò che è, ma per come lo vedono gli altri: lo sguardo altrui in cui l’individuo cerca la propria immagine riflessa sta alla base della felicità o dell’infelicità di ogni esistenza. Lacan (1901-1981) lo chiama "specchio sociale”, ed è chiaro come tale specchio sia incrinato sin dalla nascita nel caso dei soggetti disabili: sguardi pietistici, di paura e di rifiuto non fanno che proiettare indietro un’immagine terribile di sé. Il nostro modo di fare teatro inverte questo meccanismo perché ogni singolo attore è fondamentale per la riuscita di una scena: da “ti aiuto”, si passa a “ho bisogno di te”.


Il nostro obiettivo è sottolineare quanto ciò che è fuori dal comune - nello specifico la disabilità - non sia qualcosa di anormale, ma sia eccezionale. Noi non vogliamo aiutare i disabili a uscire dalla loro condizione, né conformarli: noi forniamo loro mezzi per esprimere il proprio esserci in uno spazio transizionale in cui poter diventare qualsiasi cosa e in cui le pretese a loro rivolte non sono più quelle che si rivolgono a un disabile, ma a un attore.


La formazione sarà divisa in due parti: una di esercizi teatrali nei quali i partecipanti saranno coinvolti direttamente, seguita da una spiegazione teorica degli esercizi e del nostro modo di fare teatro.


La formazione è rivolta a docenti, operatori e chiunque fosse interessato. La proposta è flessibile (da un singolo workshop a un percorso di media / lunga durata) e i costi saranno da concordare ad hoc.